Divieti e doveri senso di colpa e senso di responsabilità
Vi ricordate quando eravamo piccoli? il mondo era fatto di "cacca", non toccare quello è cacca, non metterti le dita in bocca quello che hai toccato è sporco, non si fa così, non si fa, hai sbagliato!
Quante volte siamo stati ripresi per qualcosa che avevamo fatto, o non avevamo fatto, per non averlo fatto correttamente e mai più ritentato per non sbagliare di nuovo?
Di volta in volta, divieto dopo divieto istruzione dopo istruzione il nostro mondo diventava sempre più piccolo, la strada sempre più stretta, fino a diventare un vicolo a a senso unico.
Muri ovunque, come in un labirinto con una strada che non ci porta dove noi vorremmo ma come la società che ci circonda ci vuole.
Come ci vogliono
Noi siamo come vogliamo essere o come gli altri ci vogliono?
Stiamo vivendo la vita che vogliamo o quella che altri hanno preparato per noi?
La domanda potrebbe avere risposte non contate.
Da quando nasciamo, veniamo accompagnati da vari sistemi educati, i genitori, la famiglia, gli amici, la scuola. Tutti ambienti (a parte quello degli amici da piccoli) che ti insegnano le cose vanno fatte così, perchè è così!
Ogni insegnamento, ogni divieto ci deve dire come dobbiamo essere, quale strada percorrere, come è giusto relazionarsi con gli altri per essere conformi, adeguati, "civili". A scapito di noi stessi, della nostra felicità.
Vi faccio un esempio: una decina di anni fa un mio cliente Brasiliano mi ha redarguito sul fatto che noi "Italiani" abbiamo dimenticato e tradito noi stessi, le nostre tradizioni ed i nostri valori. Lui era in visita da uno stato in cui il 75% circa della popolazione è di origine veneta oppure discendente da immigrati veneti. Più o meno mi ha detto così: "Voi avete perso tutto, mi dispiace, noi teniamo ancora alla famiglia, noi parliamo ancora la lingua veneta (qui ci sarebbe una disquisizione da fare ma non è la sede opportuna),noi teniamo portiamo ancora avanti le tradizioni, noi abbiamo ancora la festa della polenta, voi no! mi dispiace."
Ed io purtroppo ho dovuto dargli ragione.
Quello che ho visto negli anni (ne ho 41!), è stata un progressiva evoluzione verso un mercato totale, cioè non si può fare nulla se non te lo concede qualcuno (lavori, ristrutturazioni, manutenzioni feste!).
Non so se avete mai sentito che a capodanno qualcuno ha organizzato una festa tra amici affittando una stanza e la finanza ha fatto chiudere tutto comminando pure multe salate per violazione di Siae e norme di sicurezza varie?
Negli anni progressivamente tutto doveva costare qualcosa, ogni movimento spontaneo doveva diventare una nicchia di mercato.
Quando ero piccolo, la domenica si tendeva a passarla in famiglia, magari facendo un giro da qualche parte, magari andando a trovare parenti. Poi sempre più fino al covid, per molti la domenica si andava al centro commerciale, a vedere le vetrine, ci andava chiudere in una scatola di cemento preconfezionata a desiderare qualcosa da comprare e sfoggiare e fare un bagno di umanità con cui non avremo mai nulla a che fare. Si va a vedere delle persone con cui non si interagisce.
Forse sbaglio, a me sembra quasi una grande televisione in 3D, vado a cercare qualcosa da desiderare che mi possa dare una gratifica immediata, posso guardare e desiderare, oppure toccare e acquistare se voglio.
Dal lunedì al venerdì si lavora per pagare la casa, la macchina, e mettere da parte un po' di soldi, per comprare qualcosa la domenica da sfoggiare il sabato magari in un ristorante con glia amici o in qualche locale affollato.
Chapeau! Ecco la summa e la sintesi della società del consumismo.
Qual'è allora il nostro ruolo in tutto questo? Noi non siamo altro che i portatori del portafogli. Per carità non dico tutti , ma quanta gente conoscete o avete visto comportarsi così?
Come possiamo venirne fuori? Riscoprendo due cose: il desiderio ed il piacere:
Perchè ci vogliono così? perchè in questo modo noi siamo parte di un ingranaggio, il mondo ora è basato sul flusso di denaro, oggi poi è ancora più surreale poichè del denaro è rimasto solo il concetto (https://it.wikipedia.org/wiki/Banconota), cioè non ha più un controvalore reale, ma solo l'accettazione da parte di tutti che con un €1,10 puoi pagarti un caffè e vale tot dollari e tot yen etc.
(qui un altro articolo interessante https://it.wikipedia.org/wiki/Dollaro_statunitense)
Se volete avere un idea più precisa di quello che sto dicendo prendete una qualsiasi banconota in Euro e vi troverete un marchio common copyright © .
L'avete trovato? bene quella c vi sta dire che l'euro è un logo, non ha un reale valore se non quello che gli viene attribuito.
Ma quindi su cosa si basano per stabilire il valore dell'euro in rapporto con le altre valute? con le riserve fisse ed i patti di stabilità che mantengono una certa quantità di denaro e metalli preziosi a garanzia che quanto abbiamo in mano abbia un valore.
Ed il dollaro? Non è più legato a nessun metallo o bene prezioso, a cosa deve il suo valore?
Al fatto che tutti gli scambi di oro e petrolio vengono fatti esclusivamente in dollari. E se anche l'oro non che viene scambiato più di tanto, il petrolio gira ch'è un piacere, anche adesso.
Chi ci vuole così e come fa ad ottenerlo?
A mio avviso non è una persona sola, è la società stessa per come è stata disegnata che ci incanala in questo modo d'essere, la maggior parte degli attori di questa forma di educazione non ne ha minimamente idea di essere un carceriere per sè stesso e per gli altri.
Come mai allora assume questo ruolo? semplice perchè a sua volta gli è stato insegnato a comportarsi così e replica i comportamenti dei genitori e l'educazione (o mancanza di educazione) che ha imparato a scuola.
La nostra società è figlia dello sviluppo industriale, dove serviva gente capace in un determinato settore, che trovasse un lavoro presto e lo svolgesse fino a quasi alla fine della sua vita.
Ma come ci convincono poi a mantenere la strada anche quando non fa proprio per noi?
Senso di colpa, senso del dovere, senso di responsabilità ...
Senso di colpa cioè mi sento sbagliato devo comportarmi come gli altri dicono che sia giusto per sentirmi come gli altri.
Senso del dovere: mi sento in difetto perchè non ho fatto ciò che ci si attende da me.
Senso di responsabilità, io devo ...
Ed in tutto questo la mia volontà è marginale, più forti sono questi sentori, meno forte è la mia volontà, la mia capacità e desiderio di stare bene ed autorealizzarmi.
Più ci sono gli altri meno ci sono io.
Il che non vuol dire che Io sono al di sopra di tutto e di tutti, ma è un concetto messo giù molto bene nella costituzione americana: "tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità; allo scopo di garantire questi diritti, sono creati fra gli uomini i Governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; ogni qual volta una qualsiasi forma di Governo, tende a negare tali fini, è Diritto del Popolo modificarlo o distruggerlo, e creare un nuovo governo, che ponga le sue fondamenta su tali principi e organizzi i suoi poteri nella forma che al popolo sembri più probabile possa apportare Sicurezza e Felicità."
In quella Italiana abbiamo: "L'Italia è una repubblica fondata sul lavoro", ovvero ciascun Italiano trova la sua identità attraverso il suo ruolo sociale.
Poi c'è stato nel 2012 l'approvazione del pareggio di bilancio in costituzione, il buon senso comunque ti direbbe di non spendere di più di quello che guadagni, però metterlo in costituzione pone l'economia come punto cardine di uno stato.
Quindi riassumendo l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro e sul pareggio di bilancio.
E gli italiani? sono gli ingranaggi che tengono in vita il sistema Italia.
Quindi se vuoi qualcosa per te, se vuoi cercare della felicità per te, non cercarla al di fuori di te, nessuno te la può offrire.
Solo tu puoi afferrarla.
Pnl
Cos'è la PNL innanzi tutto?
Programmazione Neuro Linguistica.
Non suona molto bene vero? con le parole ti ricalibro e ti riprogrammo, è così male? Così sbagliato?
Solo in apparenza, ho provato visto e analizzato alcuni di questi metodi, è un metodo di comunicazione e un sistema di "life coaching", "self-help" e "counseling"[1], definito da alcuni suoi promotori come «un approccio alla comunicazione, allo sviluppo personale e alla psicoterapia»[2], ideato in California negli anni settanta del XX secolo da Richard Bandler e John Grinder. Il nome deriva dall'idea che ci sia una connessione fra i processi neurologici ("neuro"), il linguaggio ("linguistico") e gli schemi comportamentali appresi con l'esperienza ("programmazione"), affermando che questi schemi possono essere organizzati per raggiungere specifici obiettivi nella vita. (fonte wikipedia)
Se sospendiamo il giudizio critico ci poniamo in serio pericolo, perchè ci rimettiamo completamente nelle mani di qualcun altro. Tuttavia ci può essere molto d'aiuto per rimodellare e ridefinire noi stessi, i nostri obiettivi, e slegarci da ciò che ci opprime e ci mantiene "piccoli".
E' proprio così giovane la PNL?
Ni, sicuramente è stata teorizzata e definita negli anni '70, però ci sono pincipi che ho riscontrato anche nel buddismo: uno degli insegnamenti fondamentali è che non puoi riempire una tazza s'è già piena, cioè se non fai spazio per nuove idee non ti potranno mai entrare in testa.
Non è un concetto difficile da comprendere, ma metterlo in pratica è tutt'altra cosa. La tazza quando la prendiamo in mano è piena di abitudini, schemi mentali, supponenza (ma questo IO già lo so). La parte veramente difficile è che nella tazza stiamo guardando noi stessi, dobbiamo rendercene conto e se non ci piace, dobbiamo svuotarla, possiamo avere paura di metterci in discussione ma chi ne emergerà sarò sempre io però più grande, perchè sarò ricco della precedente esperienza e con delle potenzialità maggiori.
Fatto una volta non si smetterà più di farlo, diverremo sempre più grandi e non avremo più l'ansia di sbagliare o pensare di di essere sbagliati (senso di colpa), semplicemente accetteremo che siamo cambiati. Il mondo come lo conosciamo non ci basta più.
Svuotiamo la tazza, ridefiniamo noi stessi, ed il mondo che ci circonda.
Come: Io voglio, io sarò
Se vi può interessare la PNL ed uno strumento economico: Amway
Oppure se volete scambiare due chiacchere: contattami
Pnl perchè?
Ma cosami cambia con la PNL?
Solo il modo di pensare.
Al primo impatto può sembrare una sciocchezza, alla fine solo parole, però le parole veicolano i concetti, usare una parola invece di un' altra, riflette il nostro modo di pensare e la percezione che le persone che ci circondano avranno di noi.
L'origine della scrittura per la maggior parte dei popoli si trova negli ideogrammi (a parte i caratteri cuneiformi dei Sumeri),
che sono un disegno che rappresenta qualcosa oppure un concetto (per esempio l'Aleph fenicio che va scritto sottosopra rispetto alla nostra a maiuscola), rappresentava la testa di un bue.
Oppure se volete un esempio ancora più pratico, pensate ai ideogrammi cinesi o ai Kanji giapponesi.
Quando mi esprimo, posso dire la stessa cosa in modi molto diversi: provate a pensare all' espressione " eh, come no" (noi Italiani in questo siamo fantastici) a seconda dell'intonazione possiamo esprimere: va benissimo, va malissimo, sono d'accordo, sono d'accordo ma solo a parole e te lo faccio sentire tramite l'ironia, e mille altre sfaccettature a seconda dell'intonazione e del contesto che abbiamo prima di questa espressione.
Per questo è importante togliere dalla mente alcuni concetti o forme di pensiero e metterne altri.
Mettere degli obiettivi precisi ci farà disperdere meno energie e sfruttare meglio il nostro tempo (siamo in periodo post covid oggi è il 6/5/21), è da in po' di tempo che non dormo quasi più la notte, stanotte mi è andata bene forse 5 ore, normalmente se arrivo a 4 è tanto. Da un po' di tempo mi sono detto che voglio creare questo blog, così invece di girarmi nel letto mi sono alzo e scrivo. Sono passato dall'aver perso ore di sonno all'aver prodotto qualcosa a cui tengo.
Per me è un grande successo, ho guadagnato due volte, il tempo non l'ho perso, ho creato qualcosa di bello ed utile. Ho convertito una perdita in un attivo, cosa c'è di meglio?
Affrontare i propri demoni
Io credo che una cosa buona per me il covid l'abbia fatta: mi ha permesso di fermarmi e riflettere.
Per anni ho corso, ho investito tutto quello che avevo, tempo soldi entusiasmo, tutto insomma, e ad un tratto mi sono reso conto che non stavo costruendo nulla. Ho corso, ho corso, ho corso, in tondo, non mi sono mosso di un millimetro, anzi alla fine mi sono ritrovato a correre in cerchi sempre più piccoli.
Tutto questo perchè? Perchè c'era troppo da fare e tenere gli occhi aperti mi avrebbe rallentato, pensare mi avrebbe rallentato, probabilmente fermato.
Col senno di poi forse sarebbe stato meglio, ma così è sempre facile.
Mi sono reso conto che tutti gli errori che ho fatto sono stati dettati dalla paura.
Non aveva importatnza di cosa, la paura di per sè porta alla paralisi, la paura di sbagliare poi ...
E così mi sono fermato. Il tempo è passato ed ho lasciato scorrere la vita. Ho sacrificato amicizie, affetti, per poco anche la famiglia. Ho avuto molte occasioni per riprenderla in mano, e me le sono lasciato sfuggire tutte ... non decidendo. Ho rimesso la mia vita in mano ad altri, non disponendone più. Ho lasciato che altri decidessero per me. Ed ho buttato nel cesso la mia vita. Questo blog penso sia la cosa migliore che abbia fatto da molto tempo a questa parte. E'uno specchio in cui sto guardando il mio riflesso. Non mi piace e mi voglio cambiare.
La Paura
LA PAURA
La paura è questo: inazione, un dubbio che ti affligge, un tarlo che ti divora dall'interno, e ti tiene bloccato sul posto.
E' guardare una donna senza avere il coraggio di parlarle per non voler sentirsi dire no, e una possibile storia che potrebbe essere meravigliosa si consuma nel forse e nel nulla di fatto.
E' voler continuare una storia o un rapporto anche quando questo è decotto, si sceglie la strada conosciuta, si continua sul sentiero battuto, anche se non ci porterà nulla di buono. Per pigrizia, comodità o qualsiasi altro motivo faremo sempre gli stessi passi ottenendo sempre gli stessi risultati. L'unica certezza in tutto questo è il fallimento. Poichè non abbiamo minimamente negli occhi la vittoria.
Non sapere che strada prendere, l'incertezza totale sul proprio futuro e sul proprio destino. Oggi questo è un problema sempre più accentuato, stiamo discendendo la china di un periodo estremamente ricco. Una fase di pace ed abbondanza che credo non si sia mai stata conosciuta in Europa, siamo alla fine di un'età dell'ora si sente che c'è qualcosa che non va, che il mondo sta cambiando. Dobbiamo essere pronti ad intercettare questo cambiamento.
"Il sentimento più forte e più antico dell’animo umano è la paura, e la paura più grande è quella dell’ignoto" (H.P.Lovecraft).
Quindi come possimo reagire a questa paura, al panico paralizzante?
Muovendoci!
Se abbiamo paura, se siamo bloccati, se non riusciamo più a muoverci, la cosa più sbagliata che possiamo fare è stare fermi.
Ci sono vari trattati sul target panic, quasi tutti vertono sul tiro con l'arco (probabilmente è dove è stato studiato il fenomeno e , il target panic è quando hai così tanta paura di sbagliare che non tiri affatto, cosa ti dicono di fare in queste circostanze? Sbaglia, sbaglia apposta, e così ti sblocchi, così potrai riprendere. Hai sbagliato? succede, fa parte della natura umana, nessuno è perfetto e a mio avviso la perfezione non esiste: a volte ciò che è giusto per qualcuno è sbagliato per altri, e non aspettattevi lodi da tutti, se sbagliate ci sarà sempre qualcuno pronto a farvelo notare; se farete bene (anche al di là del giusto ma anche solamente bene) ci sarà qualcuno pronto a sminuirvi per non dover ammettere che altri vanno avanti mentre loro stanno indietro, quindi agite.
Non decidere porta alla lunga ad un solo risultato sicuro: il fallimento. Si vede il treno che arriva e si aspetta che ci arrivi addosso.
Cambiare il punto di vista, sono/ho
Cosa rende un problema insormontabile? fissarlo dallo stesso punto di vista, continui a vedere le cose sempre allo stesso modo e se non c'era soluzione prima, non ce l'hai nemmeno dopo. Se c'è un masso che ti blocca la strada, a mani nude si farà fatica a spostarlo, magari 500 metri più indietro c'è un sentierino nel bosco che ti consente di aggirarlo, oppure guardandoti attorno trovi un tronco con cui fare leva, o osservando più da vicino, ti accorgi che il masso non blocca completamente la strada ma riesci ad infilarti in una breccia.
E' un po' come l'uovo di Colombo, scoprire che qualcosa è tanto semplice che chiunque può farla (non stiamo parlando di fisica quantistica ma di problemi quotidiani), se solo ci si pensava un attimo fuori dai soliti schemi.
Per i problemi personali è lo stesso, a chi non è capitato di sentirsi dire "non capisci niente!", "ma cosa ti dice la testa?" magari persone in cui riponiamo stima e fiducia, così cominciamo a pensare di essere sbagliati.
NO! abbiamo sbagliato. A volte non è neanche vero questo, semplicemente abbiamo ragionato con schemi differenti e LORO non lo capiscono, perchè non è compreso nei loro modelli comportamentali, a volte abbiamo semplicemente e solo sbagliato.
ABBIAMO sbagliato, come già detto sbagliare è umano, fa parte del nostro modo di acquisire esperienza, certo, è giusto che ci è vicino cerchi di evitare che facciamo errori che ci possano costare cari. Ma instillare il terrore di sbagliare ci porta alla paralisi nella vita. Pensare di essere sbagliati ci blocca nelle esperienze, non sentirsi all'altezza ci impedirà di provare a fare qualsiasi cosa. E la vita ci scorrerà tra le dita. L'avremo sprecata per una paura che non ci apparteneva, semplicemente siamo diversi da chi ce le ha dette.
Siamo sbagliati? No, forse abbiamo sbagliato e dall'errore che abbiamo fatto possiamo trarne tesoro e giovamento.
Se volete sapere una pillola di ironia, per anni mi è stato detto quanto sopra, ho una attività commerciale e non riuscivo a proporre o far prendere in considerazione le mie proposte. Cosa sta succedendo adesso? Che quello che avevo proposto a suo tempo mi viene riproposto oggi, solo che a distanza di 2/5 anni.
Non avevo sbagliato, ero in anticipo, ho sbagliato a non fidarmi di me stesso, a non battermi per me stesso.
Questo è stato il mio più grande errore, non aver pensato che potevo anche avere ragione.
Passaggi epsressivi
"Liberi di e liberi da"
Queste sono due epressioni di Erich Fromm, l'ho già citata in questo blog, ma la riprendo perchè mi è cara, e a mio avviso rappresenta molto bene il contenuto di tutto questo sito.
Per chi fosse interessato: "fuga dalla libertà" di E. Fromm
Libertà in Italiano ha una sola parola che ha in sè due concetti diversi: essere libero all'interno di uno spazio definito oppure essere libero al di là dei limiti che mi sono imposti quindi in modo assoluto. Un esempio stupido ma che può rendere bene l'idea: parto da Venezia e voglio andare a Milano, posso prendere la macchina e sono libero di andare a Milano in autostrada, oppure posso prendere il fuori strada e tagliare per campi così mi faccio pure un giro turistico fuori itinerario :))
Qua siamo sul paradossale e anche un po' sul vandalistico, ma credo renda l'idea.
In inglese le parole sono due rispettivamente freedom e liberty.
Ma quello che interessa a noi è il movimento che implica "liberi di e liberi da".
Se IO sono libero DI: faccio qualcosa di mia scelta vado verso qualcosa, ho la potenzialità o cerco la potenzialità per fare qualcosa, decido di prendere una direzione.
Se IO sono libero DA: io sto fuggendo da qualcosa o qualcuno, dove sono e cosa faccio non mi piace, quindi me ne vado via, dove non importa fuggo. Scappo senza una meta, il brutto di questa scelta è che molto probabilmente mi ritroverò in una situazione analoga, perchè siamo scappati da una situazione o un contesto, ma essendo questo il modo ed il mondo che conosciamo tenderemo a replicarlo, ci ritufferemo magari anche con entusiasmo, ma finiremo alla stesso modo, poichè noi non siamo cambiati di una virgola.
Quindi è sbagliato il LIBERI DA? ni, quando si prova la sensazione che dove stiamo, quello che stiamo facendo non va bene, abbiamo un forte stimolo ad essere LIBERI DA, e questo va bene.
Sentiamo un esigenza al cambiamento, un forte impulso a cambiare la nostra vita, ed è questo il momento in cui bisogna cercare di fare il passaggio al LIBERI DI.
A volte il passaggio è immediato, (per esempio sto con una ragazza nuova, vecchi strascichi mi stanno condizionando e non mi permettono di godermi appieno questa nuova relazione? vado dallo psicologo, mi metto in gioco completamente scommetto su di me e su di noi, sento ch'è ciò che devo fare, e senza pensarci due volte lo faccio. Se ve lo chiedete sì, è esperienza personale, è finita male, è stata un esperienza molto positiva, e mi sono liberato dei "fantasmi" della relazione passata che mi perseguitavano.) a volte bisogna ragionarci sopra per compiere il passaggio, ma essere LIBERI DI, deve essere sempre l'obiettivo. Ce lo dobbiamo, lo dobbiamo a noi stessi.
Autostima e pensiero positivo
Ecco due parole che mi stanno poco simpatiche: l'autostima è quando davanti allo specchio, ci si guarda e ci si dice "sono proprio figo!" pensiero positivo "sto alla grande!"
Per carità, nulla di male nell'essere ottimisti, o avere una buona opinione di sè, purchè questo non diventi un limite.
Per esempio: sono un ottimo programmatore di un linguaggio molto usato oggi, non ho voglia di continuare a studiare, tanto sono a posto (non sono un programmatore nella realtà). Avrei ragione ad avere un ottima opinione di me stesso, ma rischio di rimanere indietro perchè il mondo cambia molto rapidamente.
Quindi? La consideriamo una parolaccia? no ma la sostituiamo con fiducia in sè stessi.
Se ho troppa autostima sarò così certo di me stesso, che sarò sicurissimo di poter portare a termine qualsiasi cosa, ma agirò con un paraocchi, non avrò nessuna visione "laterale" ci sarà solo ed esclusivamente la mia visione e non prenderò neppure in considerazione che possano esistere delle alternative. Se ho FIDUCIA IN ME, sarò sicuro che sono in grado di raggiungere l'obiettivo, e se incontrerò dei problemi sarò in grado di affrontarli, anche trovando soluzioni nuove, che non avevo mai contemplato prima, anche imparando capacità nozioni e strumenti con cui non ho familiarità o conoscenza della loro esistenza.
Si nota la differenza?
Il pensiero positivo mi piace ancora meno: perchè mi dico che tutto va bene. Ho la sciatalgia, ho perso il lavoro, mi moglie mi ha lasciato per il vicino di casa. Però va tutto bene tutto sommato, perchè, perchè, perchè ...
Quindi dobbiamo sostituirlo con il FOCUS.
Qualsiasi sia la condizione che stia bene o non stia bene, io là voglio arrivare! Voglio raggiungere qualcosa e cambiare il mio mondo. Che le condizioni mi siano favorevoli o meno non ha importanza, perchè ho ben chiaro quale sarà la mia meta, e mi ci avvicinerò un passo alla volta.
Il FOCUS ci porterà ad essere migliori, ad essere più grandi, non importa quanto difficile o lontana possa essere la metà, sarò determinato a raggiungerla, il FOCUS ci dà la perseveranza, la costanza nel perseguire un obiettivo.
A seguito un esempio reale di Focus e determinazione (e non temete se vi sentite poco determinati, mi sentivo così anch'io tempo fa, di più, tendevo a perdermi in un bicchiere d'acqua. Ma quando avete un obbiettivo preciso, man mano che lo vedete realizzarsi vi verrà sempre più spontaneo perseguirlo, quando iniziate a vedere i primi risultati di quello che state facendo, non vedete l'ora di completarlo, e profondete ancora più energie. E' come per i runner, io non capisco come ci si possa alzare prestissimo la mattina per andare a correre, ma chi è abituato ne sente la mancanza quando non riesce e credo sia immensa la soddisfazione di aver superato i propri limiti.
Palazzo Cheval - Wikipedia cosa può fare un postino in 30 anni :)