Iniziamo da Maslow

Perchè dobbiamo crescere personalmente, oppure perchè sentiamo l'esigenza di dover crescere interiormente? Da dove nasce quel disagio?

Iniziamo dalla piramide di Maslow:

Abraham Maslow è stato uno psicologo americano degli anni 50 che ha definito una gerarchia di bisogni, è stata criticata da colleghi per vari motivi se volete approfondire cercate qui: Abraham Maslow - Wikipedia

Per me è una buona teoria, se un elemento della base vacilla è difficile che poi ci senta autorealizzati:

Date un occhiata all'immagine, credo si commenti da sè.

Anni fa quando ho iniziato a sentire che qualcosa non andava (molti anni, ero ancora moooolto giovane), ho cominciato ad esplorare in po' i libri di psicologia per cercare una chiave di lettura ad un mondo che non capivo.

Mi sono imbattuto in "fuga dalla libertà" di Erich Fromm, un sociologo e psicologo tedesco, ( Erich Fromm - Wikipedia ).

In questo libro mi sono imbattuto in una bellissima e significativa distinzione di approccio alla libertà: essere liberi di, e liberi da.

Quando sono "libero di" fare qualcosa ho una potenzialità positiva, per esempio vivo da solo, se mi girano i cinque minuti esco alle 2 di notte per andare in montagna e vedermi l'alba dall'Antelao, senza dover rendere conto di niente a nessuno.

Quando sono "libero da", cerco una fuga, scappo da una situazione in cui sto male, mi sposto, generalmente non starò bene , un po' meglio; non cercherò qualcosa che realmente mi piaccia o che mi faccia stare bene, ma solo qualcosa che non mi faccia stare male, perchè sarà tutto ciò che voglio. 

Tutto dipende dalla direzione che diamo alle nostre vite, che cosa nutriamo, se nutriamo le nostre paure o le nostre speranze.

Io (per mia sfortuna) posso parlarne per esperienza, la chiamano "legge dell'attrazione", in parole povere tu attrai ciò su cui riversi la tua energia. Nel bene per esempio sei felice la gente sta bene con te e attrai persone che vogliono esserlo con te, oppure se hai tenacemente paura di qualcosa, sta tranquillo che te la stai chiamando (io avevo paura di vivere per lavorare, indovinate ... ore e ore in negozio, amo il mio lavoro, ma ho sacrificato più di quanto per me fosse accettabile).    

Per chi è in difficoltà parlare dei desideri può sembrare assurdo, ma vi posso assicurare che non lo è :

La nostra vita a volte giunge a volte a dei punti morti dove ciò che riteniamo siano i nostri obblighi contrastano con i nostri desideri, ci sentiamo schiacciati e confusi infelici e talvolta senza neppure prospettive.

Vorremmo prendere, andare in giro per il mondo e poi invece rimaniamo nel nostro vecchio lavoro perchè bisogna pur mangiare. Tutto vero e se riuscissimo a vivere facendo ciò che ci piace? penso sarebbe il massimo. Quindi cosa possiamo fare? per prima cosa capire cosa vogliamo veramente.

Prima di spiegarvi come riuscirci faccio questa premessa: perchè sono tanto importanti i desideri? Perchè i fari che ci indicheranno la rotta, sulla quale costruiremo/ricostruiremo la nostra vita.

Personalmente io ho vissuto e lavorato talmente tanto seguendo i "devo" che sono arrivato al non avere più idea di cosa volessi. Quando mi sono tolto le fette da sette centimetri di salame dagli occhi, mi sono reso conto di aver sbagliato non dico tutto, ma veramente tanto nella vita.

Fortunatamente credo non sia mai troppo tardi per ricominciare o per cambiare strada. Non è mai troppo tardi per essere felici.

Questo per esempio è un piccolo desiderio che non mi aspettavo di poter avere

tecnica dei 101 desideri

Come possiamo arrivare in cima alla priramide?

Realizzando i nostri desideri! E quali sono i nostri desideri?

Bellissima domanda, da piccolo mi dicevano "vojo xe morto!" ora possiamo dire "voglio è risorto".

Perch'è importante sapere che direzione vogliamo dare alla nostra vita, questa tecnica ci permette di scavare dentro noi stessi, è un esercizio per conoscersi meglio e per tirare fuori ciò che era stato sepolto.

Tanti piccoli traumi del passato che abbiamo vissuto, ci hanno segnato ed hanno limitato il nostro orizzonte, ce ne siamo dimenticati ma sono rimasti lì a sedimentare.

Scoprire i nostri desideri diviene quindi riscoprire sè stessi.

La tecnica si divide in 4 passi e i desideri devono seguire 9 regole precise. 

1- Scrivi 150 desideri: 

Per prima cosa, prendi un quaderno (possibilmente nuovo)  e scrivi 150 desideri che vuoi realizzare, caratteristiche che vuoi cambiare e risultati che vuoi ottenere. Questa prima fase è la più lunga, infatti inizialmente è difficile scrivere 150 obiettivi. 

Suggerimento: 

  • Scrivi prima gli obiettivi che consideri i più importanti della tua vita; 
  • Immagina di avere una bacchetta magica e di poter sognare veramente in grande, cosa desideri realizzare? 
  • Inserisci negli obiettivi tutte le esperienze che vuoi vivere, viaggi che vuoi fare, libri che desideri leggere, progetti che hai chiuso nel cassetto ecc…

2- Scegli 49 desideri che per te sono meno importanti 

Magari stai pensando:” perché me ne ha fatto scrivere 150 se poi 49 li devo eliminare?”. Tranquillo, è così che funziona. È un modo per “riallenare” il cervello a pensare in grande. 

Prendi la lista dei 150 desideri e cancellane 49. Elimina quelli che consideri meno importanti. 

3- Riscrivi i 101 Desideri: 

Ora, finalmente, hai i 101 desideri che vuoi realizzare. Non ti resta che riscriverli in “bella” copia. Prima di ricopiarli però devi fare attenzione a queste 10 indicazioni. 

 

 

Ecco le 9 regole da seguire: 

1- Usa la formula “Io voglio”: 

Ogni desiderio deve iniziare con la formula “io voglio…” e non con formule tipo:” io desidero…”, “io chiedo….” ecc… 

Il desiderio è una meta da raggiungere non un qualcosa di vago che anche se non ottengo fa niente ... 


2- Formula l’obiettivo in positivo:

Gli obiettivi devono essere espressi in positivo. Non si usa la parola “Non”.

Ad esempio: 

  • “Non voglio sbagliare l’esame” 
  • “Non voglio ingrassare” 

Diventano: 

  • Voglio fare un buon esame; 
  • Voglio restare in forma; 

 

3- Non chiedere soldi: 

Evita di chiedere denaro ma scrivi direttamente ciò che comprerai con quei soldi. Se chiedi 7.000 € perché ti servono per creare la tua associazione, scrivi direttamente “Io voglio creare un’associazione”. 


4- Non superare le 14 parole: 

Usa al massimo 14 parole per scrivere i tuoi desideri, ogni simbolo di punteggiatura vale una parola. Igor spiega che 14 parole sono quelle che riusciamo a dire con una singola emissione di fiato. Un desiderio puro è semplice si esprime con poche parole, se ne usi tante stai provando a convincerti, ch'è ciò che desideri. Quindi non superare le 14 parole. (Si contano così: io voglio + 12 parole) 


5- Non fare paragoni: 

  • La determinazione di Cristiano Ronaldo; 
  • Il potere di Berlusconi; 
  • l'intelligenza di Einstein; 

Tu sei tu con i tuoi desideri e le tue capacità, vuoi diventare migliore desidera ciò che ti manca, se ti piace la Ferrari che ha Ibrahimovic scrivi Ferrari 812 per esempio, non chiedere un furto su commissione ;) 

Chiedi desideri che vuoi realizzare per te, sei tu che devi realizzarti, quindi non mettere in mezzo altri rendi il tuo giardino il più bello possibile per te, che gli altri si arrangino per il loro. 

6- Chiedi per te stesso: 

Non puoi sapere cosa è meglio per le altre persone e non puoi costringere le altre persone a volere ciò che vuoi tu. Chiedi solo ciò che desideri tu. Non si può scrivere desideri per altre persone. 

(esempio "Io voglio che a mia mamma guarisca il ginocchio" semplicemente non si fa)


7- Non chiedere relazioni con persone specifiche: 

Ognuno ha il partner che più gli serve per la propria evoluzione, quindi non chiedere e non forzare relazioni con altre persone specifiche: indipendentemente se sono single oppure in coppia, famose o meno. 


8- Non scrivere desideri vaghi: 

I desideri devono essere verificabili e misurabili. Non scrivere cose vaghe, tipo: 

  • Voglio diventare ricco; 
  • Voglio essere gentile; 

Per te, cosa vuol dire essere ricco? Quanto dovresti guadagnare per considerarti ricco? Sii specifico. 

Scrivi obiettivi che possono essere misurabili. 


9- Evita i diminutivi: 

Non usare i diminutivi tipo: “soldini”, “macchinina”, “casettina” ecc… 

101 Desideri

Ora se hai scritto i 101 desideri utilizzando tutte le regole che ti ho spiegato, sei pronto per l’ultima fase. 

Ogni volta che raggiungi un obiettivo lo devi sostituire con uno dei 49 che erano stati scartati. Rileggi i 101 desideri, ogni giorno per un anno, alla mattina appena sveglio, ci vogliono circa sei minuti per leggerli tutti.

 


Fare paragoni con ciò che possiedono gli altri è un atteggiamento poco utile, perché ognuno ha ciò che gli serve per la sua evoluzione, per la sua missione, e per la grandezza dell’obiettivo che sta portando avanti. Più è grande l’obiettivo che hai nella tua vita e più persone, oggetti e risorse “attirerai”.  

Ikigai

IKIGAI

Questo è un altro concetto importante o perlomeno molto utile per chi non sa fin da piccolo cosa farà da grande.

Volutamente è stato posto, dopo l'articolo dei 101 desideri, poichè quella tecnica allarga gli orizzonti, e di conseguenza ci da più spazio di manovra per questa.

Questo ideogramma racchiude il concetto di "essere" e "vivere", sostanzialmente la nostra ragione di vita.

Date un occhiata all'immagine sopra, quando tutto funziona a dovere, voi e il vostro ikigai coincidete al centro.

Quando le cose non sono proprio così qualcosa si è sostituito come fulcro della vostra vita: per me è stato il lavoro (da piccolo una delle mie più grandi paure era di vivere per lavorare, indovinate com'è andata?), per altri la famiglia o una donna (o un uomo) che invece di camminare con voi sì è sostituita al centro del vostro mondo.

L'ikigai non per forza vi porterà ad una vita comoda, ma sicuramente soddisfacente: 

Se fai ciò che ami non ti costa alcuno sforzo

Se fai ciò in cui sei bravo lo fai bene

Se fai ciò di cui il mondo ha bisogno trovi la tua dimensione nel mondo e nella società

Se fai ciò per cui essere puoi essere pagato potrai mantenerti svolgendo la tua passione (altrimenti è meglio considerarlo un hobby).

Crescita personale Quando

Il momento ideale per iniziare è ora, se decidiamo di iniziare domani, quel domani non arriverà mai, ci sarà sempre un altro giorno, ci sarà sempre un motivo per rinviare, perchè le cose vanno bene, oppure perchè le cose non vanno bene. Siamo i più perfidi carcerieri di noi stessi, il che ci rende particolarmente abili nel compito, ma se lo vogliamo ci possiamo permette di darci la grazia se solo realmente lo desideriamo.

Fin da piccolo mi era stato insegnato che la vita è una valle di lacrime (non serve che dica dove vero?), un'idea che rifiutavo a priori, se non posso sorridere, ridere amare a che serve stare tanto male? perchè? a che pro?

Tralasciamo tutto lo sproloquio che n'è seguito negli anni, spaccandomi la testa nel pensare e rimuginare sulla questione. Siamo nati per essere felici e ricercare la nostra felicità, per ognuno di noi è differente, ma nessuno sarà in grado di trovarla fuori di sè stesso: siamo bombardati di pubblicità che ci illudono che la felicità sia un profumo che ci attorni di donne, una macchina che sia una calamita, oggetti, possedere qualcosa che appaghi ma fin là, poi devi aver bisogno di qualcos'altro.

Una società fumosa, come le sigarette, danno un senso di appagamento immediato, ma come hai finito, spesso ne vorresti un altra subito dopo, insomma ti lascia insoddisfatto, con la crescita di un bisogno che diventa esponenziale.

Lo so perchè sono stato un tabagista per molti anni (per chi volesse realmente smettere posso consigliare il libro di Alan Carrey "è facile smettere di fumare se sai come farlo", io smesso così senza sforzo, quando ho compreso che non stavo rinunciando a nulla, ma vi assicuro che ne ho provato di metodi e molte volte con scarsi risultati e tanto sforzo. Con questa consapevolezza da un giorno all'altro ho smesso, da un anno e mezzo non tocco una sigaretta, e a parte pochissime volte che mi verrebbe voglia di "fare un tiro", in situazioni di fortissimo stress (avevo iniziato per questo motivo) devo dire che proprio non mi manca.

 Adesso che abbiamo deciso che vogliamo la nostra vita, e ci siamo fatti un'idea su come procedere dobbiamo cominciare a darci delle scadenze, porci degli obiettivi a breve lungo e medio termine.

Decidere cosa è importante e cosa non lo è.

Quindi prendere in mano un calendario e mettere per iscritto delle scadenze, ambiziose ma fattibili. 

Per esempio voler imparare il russo in un mese è un po' troppo ottimistico, seguire un piano con chi lo insegna ci potrà effettivamente portare a parlarlo nel giro di qualche anno. 

 

Kaizen

La tecnica Kaizen può venire in aiuto, in pratica dopo aver fissato degli obiettivi (grandi), li suddividiamo in tanti piccoli traguardi, valorizziamo ciò che abbiamo e lavoriamo su ciò che non và.

L'importanza dei piccoli traguardi sta nel fatto che l'obiettivo più piccolo è realizzabile, e ci da fiducia il successo passo dopo passo. Non ci scoraggiamo difronte alla grandezza dell'impresa, e man mano riusciamo a vedere che ci stiamo avvicinando.

In questo modo sperimentiamo il successo, e non un fallimento (pochi purtroppo hanno la tenacia per accingersi a fare una grande impresa, e tenere duro con costanza fino alla realizzazione del progetto), e sperimentare il successo è molto importante per la fiducia in sè stessi.

La costanza nell'applicazione porta ad avere tanti piccoli risultati che sommandosi fanno un grande cambiamento ed un notevole miglioramento.

Ricordiamoci sempre che siamo gli artefici ed i responsabili del nostro destino, se non ci piace, spetta sempre e solo a noi cambiarlo.

Se non ci trattano come vogliamo chiediamoci perchè, ma rendiamoci conto che siamo sempre e solo noi che permettiamo agli altri di trattarci in questo modo. Se gli altri non ci capiscono spetta a noi trovare il linguaggio corretto, per farci capire. Se non ci piace il modo in cui gli altri ci percepiscono, beh, o stiamo sbagliando tutto, oppure se siamo sicuri della nostra opinione, quello che sostengono gli altri non ci interessa, perchè se siamo consapevoli che la strada che stiamo percorrendo non è la strada consueta, possiamo avere tutti contro, ma saremo fermi nella nostra direzione.